Il Centro Storico

Il Centro Storico

E' assai difficile oggi come oggi anche solo immaginare come poteva essere strutturato un paese nei tempi passati.

Una dilagante industrializzazione, inarrestabile e talvolta caotica, un forte sviluppo demografico, nuovo e più adeguato servizio urbanistico richiesti da un più elevato tenore di vita, a portato i nostri paesi a cambiare spesso radicalmente il loro aspetto. Quell'aspetto che nel passato si modificava marginalmente, perché una concezione più rigida della proprietà e un modo diverso di vivere, contribuiva a mantenere quasi intatte la struttura e la configurazione ambientale del paese. E tale era giunto a noi fino a qualche decennio fa. Poi invece è subentrata l'urbanizzazione, in altre parole quella specie di rivoluzione edilizia, che ha portato la trasformazione dell'ambiente conferendogli sì un volto nuovo però a scapito di strutture che anche se vecchie hanno un loro valore ed un interesse storico di rimarco, e proprio perché tali dovrebbero essere conservate, tutelate e valorizzate. E' stato scritto "conservare edifici e nuclei urbani è un imperativo cui è impossibile sottrarsi". Si, perché permettono di individuare un paese un quartiere, una città nel suo ambiente e nella sua storia. Anche se a Roncello monumenti veri e propri, come complessi artistici e storici, non ce ne sono, perché da sempre è stato un piccolo paese, tuttavia conserva nel suo nucleo, degli edifici che è doveroso rispettare per l'età che rivestono e pertanto caratterizzanti il periodo storico cui risalgono.

A questo riguardo, è opportuno conoscere quanto è detto nella carta internazionale di Venezia, del maggio 1964, che si è incaricata di definire il concetto di monumenti, ampliando una nozione fino allora piuttosto riduttiva dello stesso: "Monumento non solo è l'edificio singolo ma anche l'ambiente urbano e paesistico che costituisce la testimonianza di una civiltà particolare". E nel precisare il concetto di centro storico il Consiglio Superiore d'Antichità e belle Arti nel 1972 determinò che tali sono da ritenersi "tutti gli insediamenti urbani le cui strutture unitarie o frammentarie anche se parzialmente trasformate nel tempo siano state costituite nel passato". Quindi è auspicabile che nel rinnovamento del paese il problema del centro storico sia tenuto in chiara evidenza tanto nell'urbanistica che nella pianificazione. Per conoscere nella sua concretezza il centro storico di Roncello è indispensabile osservarne e studiare la carta topografica del secolo XVI. E' stata realizzata in conformità a due testimonianze, il documento del catasto del 1558 (archivio Civico di Milano. Località foresi. E' l'elenco delle proprietà di tutta la Pieve di Pontirolo. Vi è compreso Ronzello. Questo documento venne in seguito aggiornato nel 1660 e nel 1708) e una dettagliata nota del 1595 ,dei caseggiati con i relativi abitanti (Trovata tra le carte dell'archivio della Curia Arcivescovile). Osservando bene la topografia del paese di allora non è difficile scoprirvi nella sua chiara delineazione l'ambiente che ancora sopravvive, le strade e le case.

 

 

LE STRADE

 

A parte quelle direzionali che portano ai paesi vicini, quelle interne al paese sono le stesse che ancora oggi configurano Roncello. L'attuale Via Manzoni con la curva in direzione della Chiesa, via Roma che si snodava tra le case, via Vittorio Emanuele allora certamente poco più di un sentiero, che si apriva il varco tra due giardini e si congiungeva a nord con una arteria l'attuale via Marconi di primo ordine, era la strada che proveniva da Camuzzago e da Vimercate, la quale toccando Borgonovo appena passato il ponte sul Rio Vallone (a nord-est della cascina del Gallo) arrivava a Roncello per la cosiddetta via dei Campagnoli, ma allora pomposamente chiamato lo stradon, proseguiva per la Pradella e andava verso Trezzo. Ra una strada antichissima.

 

 

LE CASE

 

E' bene premettere una considerazione assai importante che si deduce dai documenti in esame. Se è vero che la distinzione tra gli abitanti in nobili e gente comune, c'era ed è rimarcata pure nelle abitazioni (contraddistinte in casa da nobile o casa da massaro o pigionante) tuttavia non è vero come qualcuno vuole sostenere che la povera gente di allora abitasse in tuguri di paglia, quasi dei cascinotti. Storicamente non è vero, nel secolo XVI ed anche prima si abitava in case fatte in muratura. Le case dei nobili erano interi edifici a due piani, piano terra e primo piano, con tanto di sala cucina e diverse stanza. Le case dei massari erano prevalentemente ad un piano ma più piccole di quelle dei nobili. Il numero degli ambienti abitativi per questi erano limitati alla cucina e alla stanza. All'interno della casa vera il focolare, appena fuori il forno per la cottura del pane e delle castagne. Ogni casa da nobile aveva all'interno del suo cortile un pozzo. Tutti, nobili e gente comune, avevano un giardino recintato a muro oppure a siepe. A Roncello erano tre le case dei nobili (e appunto tre erano nel 1595 le famiglie dei nobili che vi risiedevano stabilmente, il sig. Ermenchidio da Vimercate, il sig. Antonio Guizzardi e il sig. Tommaso da Balsamo ). La casa dei da Vimercate segnata nella cartina con la lettera A, comprendeva la complessa costruzione a forma di doppia corte, l'attuale Via Manzoni dal 1 al 13. Una seconda casa abitata dai Guizzardi, eredi di un'altra famiglia dei da Vimercati estinta nel 1580 era l'attuale Via Manzoni 26 ("stall neuf") ma solo per la costruzione a nord compresa la colombera. Davanti era tutto giardino (nella cartina alla lettera B). Una terza casa abitata dai da Balsamo era l'attuale Via Gramsci due ma solo la parte a nord. La colombera e le costruzioni a lato erano adibite a stalle o abitate dai massari (alla lettera C della topografia del paese). I contadini del sig. Guizzardi abitavano nella casa di Via Roma. Sempre in Via Roma vi erano pure i contadini di una delle due famiglie dei da Balsamo. Il nobile Ermenclidio da Vimercate abitava nello stesso edificio ora di proprietà della Chiesa (quest'edificio fu lasciato insieme con altri beni, tra cui il giardino attiguo e la Chiesetta, da un suo lontano discendente, don Gaspare Vimercati, all'ospedale Fatebenefratelli perché provvedesse ad assegnarlo ad un sacerdote Cappellano che risiedesse in Roncello, per attendervi alla cura spirituale del paese, allora religiosamente frazione di Busnago. Ciò avvenne per testamento nel 1816), mentre i suoi contadini abitavano nella corte attigua. Tutto qui Roncello nel secolo XVI ? verrebbe da chiedersi.

Si, piccolo paese di sole 11 famiglie che totalizzavano 102 persone come numero d'abitanti.

   

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