Una corte chiamata badia

Una corte chiamata badia

Nel bel mezzo del nostro paese, in quell'agglomerato d'edifici assai malmessi per l'età che formano come il centro storico di Roncello, si trova una vecchia "corte" che ancora oggi è comunemente chiamata BADIA. Lo stesso nome poi è anche legato a quegli appezzamenti di terra, quadri, che si estendono a sud est del paese, delimitati dalla strada per Basiano, dalla strada per Trezzo e dal Vareggio, appunto chiamati QUADRI DELL'ABBADIA.

E' giusto domandarsi come mai si trova affibbiato un tale nome a questi luoghi se si vuol conoscere qualcosa di più sul paese. Badia è il termine contratto d'Abbazia e questa parola (lo dice qualsiasi dizionario) è l'insieme degli edifici di una comunità monastica.

Ed, infatti, edifici e terreni erano un tempo proprietà degli Umiliati, non che ci abitassero (non risulta dai documenti finora ritrovati) ma n'avevano il possesso.

Gli Umiliati costituivano un ordine religioso fondato nel sec. XII a Milano, formato da due rami, maschile e femminile, dedicato alla preghiera e al lavoro sul tipo della regola benedettina ORA ET LABORA, anche se propriamente benedettini non erano.

L'occupazione manuale che assorbiva molta parte della loro giornata era dato prevalentemente dalla lavorazione della lana, questo portò un notevole contributo all'industria e fu per l'ordine degli Umiliati motivo di elevato benessere economico, tanto da investire in case e terreni il frutto del loro lavoro. Quest'ordine religioso si diffuse enormemente in Lombardia e nell'Italia settentrionale tanto da registrare una sua presenza in molti paesi del Milanese.

Tuttavia come pare per Roncello non sempre era una presenza d'abitazione quanto di possesso.

La casa religiosa proprietaria dei beni di Roncello nel secolo XVI era l'abbazia di Santa Maria di Brera di Milano. Era chiamata Abbazia perché sede del Ministro Generale dell'ordine, quindi una specie di casa madre per gli Umilati. Mentre tutte le altre case religiose erano chiamate " domus", solo S. Maria di Brera era detta Abbazia.

E tale nome si estese pure a tutti i possessi dell'Abbazia

Nel 1570 il Pontefice San Pio V soppresse l'ordine irriducibile ad ogni tentativo di riforma. I cospicui beni vennero dal pontefice destinati ad altri usi ecclesiastici:

La casa di Milano, cioè l'Abbazia vera e propria, divenne sede di un collegio universitario affidato alla cura dei Gesuiti mentre i possedimenti terrieri del contado divennero Commenda cioè dati in assegnazione a membri del Sacro Collegio Cardinalizio.

Questi possessi pur continuando a chiamarsi beni della Badia, talvolta erano designati anche con il nome del Cardinale che n'era il commendatario.

La Commenda come del resto tutti gli altri benefici ecclesiastici cessarono col sopraggiungere della rivoluzione Francese, che ne incamerò i beni mettendoli poi all'asta nel 1797.

Da allora cesso il titolo giuridico d'appartenenza della nostra Badia alla commenda dell'Abbazia di Santa Maria di Brera, ma il nome rimase legato alla corte e ai suddetti terreni.

   

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